Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey: il libro e il film

Ciao a tutti,

Ho visto il film “Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey” tratto dall’omonimo romanzo di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows. Mi è piaciuto molto e ho immediatamente letto anche il libro.

La storia è ambientata a Guernsey, un’isola nel canale della Manica, al termine della seconda guerra mondiale.

Una giovane scrittrice londinese, Juliet Ashton, riceve una lettera da Dawsey Adams, che la informa di essere in possesso di un libro che le era appartenuto. Il suo indirizzo infatti figurava sulla prima pagina.

Fra i due nasce un intenso scambio epistolare, complice il curioso nome dell’associazione di cui Dawsey Adams fa parte.

Egli ne é socio fondatore; un club del libro nato per sfuggire ai nazisti e divenuto vera e propria ancora di salvezza per molti isolani.

Grazie a questa associazione molte persone hanno trovato conforto dagli orrori della guerra nella lettura, nella solidarietà del gruppo.

Juliet si reca sull’isola perché vuole conoscere i membri di questa associazione e le loro storie. Ha l’idea che ne potrebbe nascere un bel racconto, un bel libro.

Avrà modo d’incontare delle persone interessanti, di scoprire in che modo l’occupazione nazista ha segnato gli abitanti dell’isola.

A Guernsey guarirà dalle sue ferite, la guerra è stata dura anche per lei che si è vista ridurre la propria casa in macerie.

Il romanzo è completamente epistolare: lettere che i vari personaggi si scrivono l’un l’altro. Un bel modo di sentire diversi punti di vista.

Una scrittura molto fluida e piacevole da leggere. Belle le descrizioni del paesaggio e degli eventi. Un romanzo coinvolgente e suggestivo.

“ Forse i libri hanno un istinto segreto per cercare la strada di casa, che li porta dal loro lettore ideale”.

Particolarmente toccante sia nel romanzo che nel film il passaggio in cui i bambini dell’isola vengono evacuati in tutta fretta per l’arrivo imminente dei soldati tedeschi. Straziante addio ma anche speranza di aver fatto la scelta giusta, di averli messi in salvo.

Isolani che durante l’occupazione hanno patito la fame, il freddo, sono stati privati dei loro beni e delle loro libertà; completamente isolati dal resto del mondo, ignari di come stesse procedendo la guerra, hanno trovato almeno conforto durante gli incontri del loro Club.

Io vi consiglio di leggere il romanzo ma anche di guardare il film.

Un abbraccio 3lena