Ballata dell’usignolo e del serpente: il prequel della saga degli Hunger Games

Ciao a tutti,

questa recensione è per gli amanti della saga degli Hunger Games di Suzanne Collins, chi non l’ha letta o non ha visto la trasposizione cinematografia probabilmente non ci capirà nulla!

La storia si svolge 60 anni prima degli Hunger Games di Katniss e Peeta e narra dei decimi Hunger Games della storia di Panem.

Un’edizione in cui per la prima volta s’introduce la figura dei mentori. Ai tributi di ogni distretto viene assegnato un allievo dell’accademia di Capitol City.

Alla ragazza del distretto 12 tocca Coriolanus Snow. Si avete capito bene, proprio lo stesso Snow che diventerà presidente di Panem e sarà il principale antagonista di Katniss Everdeen.

La storia è addirittura raccontata dal suo punto di vista. Ma come si fa a leggere un libro dove il protagonista è il cattivo? Difficile provare empatia per Coriolanus Snow eppure Suzanne Collins con questo romanzo ci riesce perfettamente.

Per essere del tutto onesti, il presidente Snow non è mai stato un cattivo e basta, piuttosto egli è un personaggio complesso, machiavellico, a volte anche crudele ma solo per raggiungere uno scopo, un suo fine.

Nell’intenso scambio di opinione fra Katniss e Snow qualche giorno prima della sua esecuzione, egli le dice chiaramente che non avrebbe avuto nessuno scrupolo a sacrificare dei bambini, ma non quando questo non sarebbe servito a niente: in questo caso sarebbe stato un inutile spreco di vite umane.

Nel prequel Coriolanus Snow ha circa 18 anni, vuole vincere gli Hunger Games con il suo tributo per avere una possibilità di migliorare la sua condizione. Vincere gli consentirebbe di ottenere una borsa di studio per l’università.

Coriolanus Snow è orgoglioso e ambizioso, ha una sua morale, ma è anche pronto a tutto pur di riuscire, anche ad infrangere le regole.

Gli Snow sono alla miseria, vivono in povertà, la famiglia, una volta facoltosa e potente, ha perso tutto durante la guerra. Orfano dei genitori è cresciuto con la nonna e la cugina e per loro si sente responsabile.

A Snow viene assegnata Lucy Gray Baird, una ragazza del distretto 12. Lucy Gray appartiene ad gruppo di artisti nomadi che sono stati costretti a fermarsi nel distretto 12 al sopraggiungere della guerra e non hanno più avuto l’autorizzazione a spostarsi.

Subito dalle prime righe del romanzo s’intuisce che Lucy è una ragazza fuori dal comune. Si presenta alla mietitura con un abito a balze con i colori dell’arcobaleno e pesantemente truccata.

Prima di salire sul palco si avvicina ad un ragazza e le infila un serpente nel vestito. Durante la cerimonia prende in mano il microfono e canta e incanta tutti.

Non vi dirò molto di più, sarebbe peccato svelare la trama. Osservo solo che Coriolanus Snow proverà dell’affetto per il suo tributo, sarà costretto ad entrare nell’arena, compirà dei gesti estremi per legittima difesa.

Noi sappiamo già come diventerà Coriolaus Snow, ma fino all’ultimo ho sperato in una sua redenzione, in una sorta di lieto fine. Pagina dopo pagina vengono spiegati gli eventi che hanno fatto del presidente Snow la figura che è diventata.

La conclusione del romanzo è agrodolce…. non poteva che finire così.

L’unica sorpresa è il personaggio di Lucy Gray, non così cristallino come inizialmente poteva apparire.

Fatemi sapere se vi è piaciuto il romanzo.

Un abbraccio 3lena